martedì 28 febbraio 2012

SCIOPERO POLITICO. ANDRO’ AL CONGRESSO DEL PDL PER PROTESTARE!






Sono delusa, amareggiata, arrabbiata, vorrei andarmene ma non lo farò prima di aver completato il mio mandato. Questo perché nel 2009 ho preso un impegno con i miei elettori e ho firmato un programma con un simbolo. Oggi credo ancora in quel programma anche se sono delusa da alcune scelte fatte dal partito. Ho dimostrato questa mia fedeltà partecipando ieri al consiglio comunale a Calenzano con la maglietta del Pdl con scritto “L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”! . Frase amata dal Presidente Berlusconi. Scommetto che neanche i coordinatori provinciali avrebbero il coraggio di esibirla! Amo più io questo partito che loro! Questa è la verità e non starò immobile a vederlo distruggere a causa dell’egoismo dei soliti personaggi che fino ad oggi hanno comandato. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono i congressi provinciali che saranno unitari, cioè si presenteranno i soliti candidati che sono stati nominati in questi anni dai vertici. Da parte degli eletti non c’è stato nessuno che ha avuto il coraggio di andare a scontrarsi con i nomi fatti da Verdini e Matteoli. Il regolamento per i congressi è troppo complicato non permette a persone che non sono stipendiate dalla politica ma soprattutto che non hanno le liste dei tesserati, di presentarsi. Questi congressi sono una bufala! Nessuno ha il coraggio di dire queste cose, anche se sono in molti a pensarle! Bene, mi dispiace per i vertici, io di coraggio ne ho e lo dimostrerò al congresso e anche dopo. Ho ricevuto decine di telefonate di iscritti che mi hanno pregato di andare a rappresentarli al congresso che si svolgerà domenica alla cooperativa di Legnaia. Anche questa sede è piuttosto “strana”, ma non era una cooperativa di sinistra? A pensare male si fa peccato ma a volte ci si azzecca! Ho studiato bene tutta la situazione è ho elementi sufficienti per impugnare il congresso provinciale di domenica mattina, non anticiperò alla stampa nessuna notizia, la comunicherò direttamente al congresso. Ovviamente parlerò perché ne ho titolo come iscritta, ma non voterò, il mio è uno sciopero politico. Domenica mattina mi presenterò con una grande sorpresa per tutti! Ormai sono famosa per le mie proteste e continuerò a farle anche contro il Pdl. Se la situazione non cambierà, non credo che questo sarà il mio partito futuro anzi lo escludo, non perché io lo tradirò ma perché è il partito a tradire me e ad aver fatto delle promesse che non ha mai mantenuto. Il Segretario Alfano ha sempre affermato di voler portare dei grandi cambiamenti nel partito, volti nuovi a dirigerlo, bene, chiedo proprio a lui, in provincia di Firenze, dove sarà tutto questo cambiamento? Se non riusciremo a cambiare noi il partito, presto lo faranno i nostri elettori, possibile che nessuno dei vertici capisca questo?

venerdì 24 febbraio 2012

ADDIO SILVIO...TI FACCIO L'ULTIMO REGALO!


SILVIO…….ADDIO! NON E’STATO BELLO MA PER FORTUNA E’ DURATO POCO!



Premetto in questa mia amara considerazione che attaccherò duramente il partito di cui purtroppo sono costretta a rappresentare in Consiglio Comunale che mi ha profondamente deluso, attenzione, se Atene piange Sparta certamente non ride, altrettante e simili considerazioni potrei farle sul fratello gemello e cioè il Partito Democratico. Sono capitata in politica per sbaglio, grazie ad una cara amica che aveva molta stima di me, una maestra iscritta e Capogruppo nel Comune di Calenzano per Forza Italia. Si parla del 2008, da allora ho cominciato ad approfondire non tanto la politica che già amavo, quanto la vita di quel partito. Dopo la fusione con An e la mia elezione come Consigliere Comunale, ho iniziato da sola a studiare, a capire non solo la macchina amministrativa del Comune ma anche la struttura del mio partito. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata molta, ci sono stati numerosi avvenimenti che hanno evidenziato una situazione direi preoccupante. Le varie indagini e gli scandali che hanno interessato un po’ tutta la politica italiana, mi hanno mostrato un mondo che sinceramente non avrei mai pensato fosse così perverso e vergognoso. Sapevo benissimo di votare e di stimare un uomo non perfetto che dopo la sua candidatura aveva collezionato quasi per magia una quantità enorme di avvisi di garanzia, ma lo aveva fatto come imprenditore e non da politico e comunque non sono mai stata una giustizialista, per me una persona indagata è innocente fino all’ultimo grado di giudizio. Il carisma, la forza e la determinazione ma soprattutto le promesse di quest’uomo che rappresentava uno spiraglio di luce nel buio della fine della prima Repubblica, mi ha convinto a seguirlo e sono arrivata fino ad oggi, ribelle ma fedele al mandato dei cittadini. Sono politicamente una neonata, lo ammetto, ma credo di aver dedicato tanto, troppo tempo alla politica, dal 2009, anno della mia elezione, mi sono impegnata ogni giorno tra la gente sul mio territorio. Ho sacrificato la mia famiglia, il mio lavoro, i miei amati figli, per fortuna già grandicelli, per lottare contro la dittatura della sinistra presente da sessant’anni in questo paese. Ho difeso il Presidente Berlusconi nei Consigli Comunali, ma non ho avuto paura a fare le dovute critiche quando ha commesso dei gravi errori. Io sono una creatura buona e onesta di Silvio Berlusconi. Non sono qui ad elencare tutti gli errori del Cavaliere, per me ha cercato veramente di cambiare qualcosa, ma non ci è riuscito per motivi diversi e non da attribuire a singoli soggetti. Sono invece qui per denunciare la situazione a livello locale, non è giusto parlare in generale perché sono certa che ci sono molte persone serie, preparate e politicamente oneste, ma purtroppo mi trovo ancora una volta davanti una gestione del partito a livello locale, disarmante. Molti dei rappresentanti locali, Onorevoli e Senatori di cui sono anche amica, sono schiavi del partito e prendono ordini perché nominati nelle precedenti elezioni, alcuni hanno provato a disubbidire al capo ma sono stati costretti ad abbandonare il partito. Non li giustifico, anzi, avrebbero dovuto sottomettersi fino alla fine perché grazie a lui erano stati messi in lista e successivamente promossi al Parlamento. Nessuno di loro si è confrontato per delle primarie o attraverso le preferenze. Tutte persone che non sanno cosa significa lottare e andarsi a guadagnare i voti, era ovvio che successivamente prendessere la strada più facile. Gli altri sono lì, sembrano cani bastonati in una gabbia del canile, in attesa di essere adottati da qualcuno che gli possa voler bene come un vero padrone. Forse non hanno capito niente e non lo dico con presunzione personale ma con amara considerazione e valutazione della situazione del nostro paese. Mentre loro litigano e si organizzano i vari congressi per l’elezione dei  coordinamenti, c’è un paese che soffre per una crisi paurosa che loro con i bei stipendi che si portano a casa, non riescono a percepire o comunque cercano di sdrammatizzare o evidenziare a loro convenienza. Un gruppetto di opportunisti, pronti a vendersi la propria madre per la poltrona ma senza avere mai fatto politica seria sul territorio. Vorrei chiedere a questi signori, in quanti hanno una segreteria per ricevere le persone, la risposta è semplice, in pochi! A nessuno è mai interessato guadagnarsi i voti tanto c’era il “vecchio” capo che bastava parlasse, per guadagnare percentuali sufficienti al mantenimento della loro poltrona sicuramente riconfermata se fedeli al proprio padrone. Ma la cosa più vergognosa di questo partito è che non sono state premiate le persone che si sono sempre impegnate, anzi, sono state svantaggiate perché in futuro troppo pericolose come avversarie oppure dannose per il mantenimento degli equilibri tra Forza Italia e Alleanza Nazionale. E ora? E’ finita……il Cavaliere è ormai un uomo distrutto e difficilmente riuscirà a tirare fuori il coniglio dal cilindro alle prossime elezioni! Per non parlare dell’antipolitica che sta dilagando e la necessità in futuro, per poterla fermare, di restituire a questi cittadini la possibilità di scegliere il proprio rappresentante al Governo. Poveri elettori delusi e indignati, massacrati dal macellaio Monti, amico vostro e del vostro partito con voi alleato, il fratello Pd, traditi dalla stessa politica che hanno votato, come convincerli a tornare a premiare il Pdl? Credevo che almeno questa situazione e la nomina del segretario Alfano, avesse illuminato i colonnelli del nostro partito, cercando di organizzare dei congressi seri e proponendo persone nuove per dimostrare un vero cambiamento alla delusione di molti. E invece no, come sempre siamo riusciti nuovamente a rovinare tutto e a tradire per l’ennesima volta quei tesserati fedeli che ci avevano premiato con la loro adesione. La prossima settimana ci saranno questi famosi congressi che dovrebbero rappresentare il vero cambiamento, bene, abbiamo appena compreso che gli unici candidati saranno coloro che sono stati nominati all’inizio e che hanno gestito il partito fino ad oggi, permettetemi di chiedervi, ma il cambiamento dov’è? Qualcuno potrebbe dirmi che non c’è stato nessuno che si è proposto come nuovo candidato. Non avevo dubbi, chi è che ha ancora voglia  coraggio di sprecare tempo e denaro contro i candidati dei vertici? L’Onorevole Toccafondi, il Senatore Totaro, il Consigliere Regionale Nascosti e il sig.Tirelli già coordinatori hanno in mano la lista di tutti gli iscritti e sono stipendiati dalla politica. Bisognava dare la possibilità a tutti di candidarsi liberamente senza vincoli di liste, raccolta firme e quant’altro, ma soprattutto si doveva escludere chi già ha un incarico importante di partito che lo impegna in altre sedi. E invece è stato il contrario, è comodo per un partito candidare chi è già stipendiato grazie alla politica, anche perché ricordo che per fare il coordinatore è necessario avere molto tempo a disposizione e non poco denaro da spendere. Un povero eletto in un Consiglio Comunale o Provinciale non potrebbe permetterselo. Non ho niente di personale con questi candidati, devo però sottolineare che mi sono tappata il naso votando Berlusconi,  per lui sono riuscita a convincermi della sua onestà e di un effettivo accanimento nei suoi confronti da parte della giustizia. Come eletta in un Comune della provincia di Firenze, avrò un’unica lista con Nascosti e Tirelli, il primo lo conosco dal 2008 ed è sempre stato coordinatore, il secondo me lo ricordo come Assessore nella Giunta Comunale del Pd di Firenze, quando io e i miei colleghi di partito con i nostri soldi eravamo a fare la guerra a Prodi nelle varie piazze, lui invece era un suo sostenitore. Mi chiedo allora ma la meritocrazia dov’è in questo partito? Bene, oggi per l’ennesima volta accolgo un cambiamento che non la prevede.  Non è poi un mistero che il sig.Tirelli sia indagato, sono convinta che sia innocente, ma non intendo più  accettare una candidatura che fino a prova contraria presenta già troppe ombre.  Ho perso una settimana del mio lavoro e del mio tempo per fare le tessere, ci ho creduto ancora una volta ma le mie speranze si sono svanite nel nulla. Partecipare ad un congresso unitario, mi sembra inutile, un’offesa verso chi ha destinato dieci euro tolte alla propria famiglia. Ma soprattutto mi sembra ridicolo per i candidati. E’ come vincere una gara partecipando da solo. Non ho niente da perdere, non sono sotto libro paga del partito e me ne vanto, anzi, oggi lo ringrazio di non avermi mai premiato visto la situazione, rimango qui solo per rispetto del mio mandato in Consiglio Comunale a Calenzano.  Elezione che mi sono meritata grazie al mio lavoro. Tutti i partiti hanno fallito, in futuro saranno premiate le persone oneste che hanno sempre lavorato sul territorio. Io mi vanto di essere una di queste. Per questi motivi non parteciperò al congresso e non riprenderò la tessera del Pdl, rimango nel gruppo visto che sono l’unica a portarlo avanti per dare l’ultimo mio contributo, il mio regalo personale al Presidente Berlusconi prima di dirgli addio. Non mi ritrovo più in questo partito sia per motivi organizzativi che di scelte politiche, sono sicura che se la situazione non cambierà seriamente non sarà il partito del mio futuro, anzi lo escludo al 100%. La differenza tra gli altri consiglieri e me è che io ho sempre criticato senza problemi e credo fermamente al vincolo di mandato, loro hanno preferito stare zitti fino alla fine e tradire per costituire il gruppo misto. Ognuno ha le proprie idee e il proprio modo di fare politica.

giovedì 23 febbraio 2012

ORDINE DEL GIORNO LAVORATORI SVANTAGGIATI




ORDINE DEL GIORNO:  BONUS ASSUNZIONI LAVORATORI SVANTAGGIATI



Premesso che in base all’articolo 2, del DL n.201 del 6 dicembre 2011, nel 2012 si potrà dedurre dal reddito di impresa un importo pari a l’Irap pagata e determinata in base alle spese del personale. Inoltre, per i lavoratori di età inferiore a 35 anni o donne, assunte a tempo indeterminato, la deduzione è pari a 10.600 euro l’anno che diventano 15.200 nelle aree svantaggiate.

Considerato che il nuovo decreto sviluppo 2011 introduce anche  il bonus assunzioni a favore dei neoassunti nelle imprese del mezzogiorno che presentano difficoltà di crescita. Tali assunzioni devono essere tassativamente a tempo indeterminato e devono intervenire nei 12 mesi successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Preso atto che Il “decreto semplificazioni” entrato in vigore il 10 febbraio 2012, contiene tra le disposizioni di carattere fiscale la proroga di un anno del credito d’imposta per le assunzioni nelle regioni meridionali previsto dal decreto legge del 13/05/2011 n.70, convertito con modificazioni, dalla legge del 12/07/2011 n.106.I beneficiari del credito d’imposta sono i datori di lavoro che assumono lavoratori svantaggiati nei 24 mesi successivi al 14 maggio 2011 nelle regioni meridionali e che lo stesso è calcolato sulla base della differenza tra il numero dei contratti di lavoro a tempo indeterminato rilevato in ciascun mese e il numero dei lavori con contratto a tempo indeterminato mediamente occupati nei 12 mesi precedenti la data di assunzione.
Considerato che i lavoratori svantaggiati sono coloro che sono disoccupati alla data di assunzione da almeno sei mesi, ovvero privi di un diploma di scuola media superiore o professionale. Ovvero che abbiano superato i  50 anni di età, che vivano soli con una o più persone a carico, ovvero occupati in professioni o settori con elevato tasso di disparità uomo-donna o membri di una minoranza nazionale con caratteristiche ivi definite.

Preso atto che sulla base degli ultimi dati Istat resi disponibili, l’occupazione in Toscana nel III trimestre 2011 contrariamente a quanto rilevato a livello nazionale (+ 0,7%), si riduce di quasi 1600 unità riportando una flessione dello 0,1% (+ 0,7% il dato italiano). Una perdita abbastanza contenuta che però rallenta il recupero dei livelli pre-crisi e soprattutto preannuncia una possibile tendenza negativa per i prossimi mesi. Il quadro regionale si conferma dunque in peggioramento. L a Toscana si colloca per l’occupazione al di sotto delle principali regioni del centro nord, solo le Marche fanno peggio. Il tasso di disoccupazione è passato dal 5,2% del III trimestre 2010, all’attuale 5,7% e cioè uno dei più alti dopo il Piemonte. A livello settoriale l’unico incremento si osserva nel comparto dei servizi mentre l’occupazione si riduce in tutte le altre realtà: 3 mila in meno nell’agricoltura, 11 mila nelle costruzioni e 10 mila nell’industria.

Ritenendo che la situazione lavorativa e occupazionale delle regioni del Sud sia peggiore di quelle del centro nord, ritengo di dover denunciare una preoccupazione anche per la regione Toscana che dall’analisi dei  dati forniti dall’Istat è evidentemente in  forte difficoltà.

Preso atto che le categorie sociali che pagheranno più fortemente la crisi, saranno proprio quelle  dei giovani e delle donne che il Governo Monti ha voluto aiutare. Ma non solo, voglio far presente un’altra categoria fortemente in crescita sul nostro territorio, quella dei lavoratori svantaggiati che difficilmente in questa crisi occupazionale, senza un’adeguata formazione, riusciranno a trovare una nuova collocazione. Proprio quei lavoratori dove al Sud sono più tutelati.

Chiedo al Sindaco, alla Giunta e a tutto il Consiglio Comunale di avviare una discussione che possa proporre al Governo Nazionale di ampliare i “Bonus Assunzioni” previsti per il Sud a tutte le regioni d’Italia non tanto dopo aver preso atto delle differenze sui dati  Istat sull’occupazione,  quanto per non discriminare una categoria in difficoltà come quella dei lavoratori svantaggiati.

Impegna la Giunta a trasmettere questo documento al Presidente del Consiglio della Regione Toscana affinchè la stessa nell’ambito del disegno sociale e lavorativo tenga in considerazione questa particolare categoria di lavoratori.



Chiedo inoltre di inviare questo ordine del Giorno al:

Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente della Camera, Presidente del Senato ai Capogruppo delle Camere.


ORDINE DEL GIORNO ARTICOLO 18





ORDINE DEL GIORNO: RIFORMA DEL LAVORO. ART.18 STATUTO DEI LAVORATORI





Considerato che, In questi giorni il Governo nazionale è tornato a discutere sulla riforma del lavoro.

Visto che l’obiettivo dichiarato è quello di introdurre maggiore flessibilità nel sistema dei rapporti di lavoro per cercare di ridurre la disoccupazione soprattutto giovanile.

Preso atto che i punti principali della riforma riguardano l’introduzione di nuove forme di contratto lavorativo più flessibili rispetto al tradizionale “contratto a tempo indeterminato “ (contratti occasionali, lavoro a chiamata, lavoro a progetto etc.); un nuovo modello di contrattazione individuale (imprese che hanno profitti più alti avrebbero la possibilità di offrire ai propri dipendenti condizioni contrattuali più vantaggiose); una riforma dei meccanismi di protezione professionale (con una spesa prevista per lo Stato di circa 1,5 miliardi di Euro); la liberalizzazione dell’istituto di collocamento in modo da facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro con il coinvolgimento anche di strutture private. 

Considerato che la proposta del governo che più di altre incontra l’opposizione delle tre confederazioni sindacali (CGIL, CISL, UIL) è quella che riguarda le norme sui licenziamenti contenute nel suddetto “Statuto dei lavoratori”.

Preso atto che il 14 maggio 1970 la Camera approvava la legge n.300 conosciuta più comunemente come “Statuto dei diritti dei lavoratori”. Si tratta del più importante testo normativo, dopo la Costituzione, sui diritti dei lavoratori e venne approvato dopo un lungo periodo di lotte sindacali culminate col rinnovo dei contratti collettivi nazionali dell’autunno del 1969. Lo Statuto tutela in particolare il diritto dei lavoratori, il lavoratore, dunque, che ritenga di essere stato licenziato senza una giusta causa o un giustificato motivo, può ricorrere al giudice. Se in sede giudiziaria viene accertata l’assenza di questi due requisiti, il giudice emette una sentenza con la quale può obbligare il datore di lavoro a riassumere il lavoratore licenziato. Questa norma è valida per tutti coloro che lavorano in aziende con più di quindici dipendenti.

L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori stabilisce che “ (…)  il giudice con la sentenza con cui dichiara efficace il licenziamento o annulla il licenziamento (…) senza giusta causa o giustificato motivo (…)  ordina al datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindici prestatori di lavoro o più di cinque se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro.  (…)”.

Considerato che il Governo propone una deroga all’articolo 18. La riforma prevede che nel caso di un licenziamento senza giusta causa nei prossimi quattro anni il lavoratore licenziato venga indennizzato con una somma di denaro ma non possa più godere del diritto ad essere riassunto con sentenza del giudice. Questa deroga dovrebbe riguardare solo alcune categorie di lavoratori ed in particolare: i lavoratori “in nero” che vengono regolarizzati dalle aziende in cui lavorano; lavoratori il cui contratto a tempo determinato venga trasformato in contratto a tempo indeterminato ( ma solo al Sud) i lavoratori la cui assunzione faccia superare all’impresa la soglia dei quindici dipendenti (questo per facilitare le assunzioni nelle aziende che attualmente impiegano meno di quindici lavoratori).

Preso atto che l’opposizione dei sindacati  alla deroga proposta dal governo è netta. Essi hanno dichiarato la loro disponibilità a sedersi al tavolo delle trattative per discutere i diversi aspetti della riforma del mercato del lavoro, a condizione però che il governo “stralci” l’articolo 18.

Visto che  il governo sostiene che le modifiche all’articolo 18 porteranno più occupazione, mentre i sindacati parlano di attacco ai diritti fondamentali dei lavoratori.

Considerato che l’Italia è un paese che ha conosciuto le lotte per i diritti dei lavoratori fin dai primi anni del 900 con la conquista del diritto allo sciopero, ma anche molto prima con le Leghe di resistenza.  Oggi i  sindacati sono organi che raccolgono i rappresentanti delle varie categorie produttive e parti sociali. In Italia esistono sindacati dei lavoratori e sindacati dei datori di lavoro.

Considerato che il sindacato ha un posto preciso nella Costituzione della Repubblica Italiana. L’articolo 39 recita: L’organizzazione sindacale è libera. Ai Sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione. Tale comma riveste un’importanza fondamentale in quanto sancisce il principio di libertà di organizzazione sindacale e soprattutto in quanto segna un netto distacco rispetto alle posizioni prese in epoca precedente dal legislatore nei confronti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei loro strumenti rivendicativi. I lavoratori sono altrettanto liberi di aderire o partecipare ad un’organizzazione sindacale.

 Preso atto che è giusto può forse essere utile ricordare il referendum del 2000 con il quale i Radicali si proponevano di eliminare (non di modificare) l’articolo 18, con l’intento di favorire una maggiore occupazione. La Corte Costituzionale, chiamata a decidere sull’ammissibilità di quel referendum, ne sentenziò la legittimità. Risulta quindi poco fondata la convinzione di coloro che parlano dell’articolo 18 come di un diritto fondamentale. Quel referendum come tutti ricorderete è stato invalidato perché non ha partecipato al voto la maggioranza degli aventi diritto ( solo il 32,5%). E’ però sintomatico che la maggioranza dei votanti (66,6%) ha detto no alla cancellazione dell’articolo 18. Questo risultato dovrebbe far riflettere tutti noi, evidentemente gli italiani sull’argomento la pensavano diversamente nonostante l’impegno e la buona volontà dei Radicali e governo in tema di occupazione.

Considerato che l’anno dopo il 18 agosto 2001 e per la prima volta l’allora leader di Confindustria, Antonio D’Amato, chiese al Governo Berlusconi II appena insediatosi di agire immediatamente per favorire una “maggiore facilità nel licenziare”. L’allora Ministro Sacconi analizzò le prime proposte abrogative. Il leader di allora dell’opposizione Francesco Rutelli, parlò della nascita di “un autunno caldo” e dichiarò “il Governo chieda scusa o non daremo tregua al Parlamento”. Anche la Lega Nord rigettò a mezzo stampa per bocca del suo leader Umberto Bossi la possibilità di aprire ai licenziamenti facili, ma poi la sosteneva al Parlamento. Dopo numerosi scioperi  ma soprattutto vista la manifestazione alla quale parteciparono 3 milioni di persone al Circo Massimo a Roma, il governo abbandonò l’idea di abrogare l’articolo 18. Otto anni dopo, l’aula di Palazzo Madama approvò il disegno di legge governativo che introdusse il sistema dell’arbitrato per la risoluzione delle cause giudiziarie sul licenziamento ingiustificato in luogo di processo presso il Tribunale del Lavoro.  Nessuna imposizione formale, solo una possibilità di scelta per il lavoratore.

Preso atto che oggi nuovamente tutta la politica italiana è chiamata da un Governo composto da tecnici e sorvegliato dall’Unione Europea a fare una riforma del lavoro seria che possa aiutare il sistema produttivo italiano ad uscire da questa crisi.

Considerato che è evidente che non ci siano grandi possibilità di mediazione tra il Governo e  alcuni sindacati a causa delle solite ideologie che oggi si sono rivelate dannose per il nostro paese e che per un senso di responsabilità dovranno essere superate da tutti quei partiti che hanno scelto di appoggiare questo esecutivo .

Chiedo al Sindaco, alla Giunta e a tutti i Consiglieri Comunali di avviare una seria e approfondita discussione non solo per trovare un punto di condivisione ma anche per proporre visto la mancanza di accordo tra le parti interessate (Governo e sindacati), l’unico strumento democratico che il nostro paese si vanta di disporre e cioè il referendum. Per una modifica così importante credo che sia un enorme errore, anche per evitare spiacevoli proteste sociali , che il Governo possa chiedere al Parlamento una delega per la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Pur essendo consapevole che i tempi siano ristretti è assolutamente necessario coinvolgere non solo gli stessi lavoratori dipendenti ma tutto il popolo italiano. Chiedo inoltre che questo Ordine del Giorno sia inviato al:

Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, al Presidente della Camera e del Senato e a tutti i Capogruppo  presenti alle Camere.

FACILE PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE!


In questi giorni sono entrata in possesso del resoconto dei rimborsi annuali del Gruppo Consiliare di Calenzano. Non è mia intenzione fare polemica bensì fare chiarezza. Ogni gruppo ha diritto a dei rimborsi annuali distribuiti attraverso alcuni criteri e decisi entro un certo budget per fare attività politica sul territorio, il Capogruppo può richiederli presentando fattura delle spese sostenute entro il 31 dicembre. Lo scorso anno il Pdl ha organizzato una sola manifestazione nel mese di ottobre per la campagna tesseramento, offrendo un piccolo aperitivo agli iscritti e simpatizzanti, nel corso di quell’incontro abbiamo parlato dei vari problemi del territorio. Manifestazione da me pubblicizzata tramite stampa e internet, condivisa con tutto il gruppo e richiesta dal Coordinamento Provinciale. Nel richiedere il resoconto visto le dichiarazioni dei Consiglieri che al prossimo Consiglio Comunale, usciranno dal gruppo del Pdl, ho notato un rimborso di una cena per 26 persone per un totale di circa 800 euro avvenuta il giorno 10 novembre “Convegno su l’etica politica” di cui né io che faccio parte del gruppo, né gli iscritti ma neanche la stampa e i Coordinatori Provinciali, eravamo a conoscenza e quindi non abbiamo partecipato. Ho chiesto al Capogruppo Rocco Di Leone e a chi ha provveduto a riscuotere la somma, il Consigliere Beatrice Simonetti, delle spiegazioni ma ad oggi non mi sono state fornite. Sembrerebbe che altri ex Consiglieri del Pdl non siano stato invitati. Rocco di Leone era Capogruppo, avrebbe dovuto informarci sulla gestione dei rimborsi che ricordo sono soldi pubblici. E meno male che il Convegno era sull’etica politica! Prima di fare grandi lezioni di moralità a me perché ho protestato in mutande per difendere i più deboli dalla marea di tasse previste per quest’anno dal Governo Monti, credo che dovrebbe con la stessa moralità che sono certa abbia da vendere, fornire spiegazioni convincenti al coordinamento del partito e a tutti i tesserati di cui faceva parte fino al 27 dicembre, quando ha autorizzato il prelevamento dei soldi alla Beatrice Simonetti. Comunico che se non avrò spiegazioni credibili manderò tutta la documentazione agli organi preposti. Non vorrei che per sbaglio fosse stata organizzata con i soldi pubblici una cenetta tra amici del partito o familiari degli organizzatori. Non voglio mettere in dubbio la loro onestà, proprio per questo mi auguro che a breve, dopo i miei solleciti anche pubblici ci sia da parte loro quella trasparenza che credo sia obbligatoria per chi ricopre un incarico pubblico. Il proverbio dice: “A volte a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca”! Ho richiesto al Comune anche le fatture degli anni precedenti visto che io sono sempre stata esclusa dalla gestione finanziaria del partito, mi auguro di non avere altre sorprese!

martedì 21 febbraio 2012

Siamo rimasti tutti in mutande!

Ieri nella I Commissione il Sindaco Biagioli ha illustrato la previsione di bilancio ma soprattutto ha spiegato le disposizioni per l’introduzione dell’Imu. Come tutti saprete l’Imu andrà a colpire anche le prime case e l’aliquota ordinaria fissata dal decreto Monti è del 4%. I Comuni possono scegliere se diminuirla di due punti o aumentarla. Ricordo che oltre all’introduzione della nuova tassa sull’abitazione principale sarà aumentato il valore catastale del 60%. Ci saranno aumenti anche per la seconda casa e i fabbricati ad uso produttivo o commerciale. Il Sindaco ha dichiarato che nonostante la difficoltà nel sopperire risorse per far fronte alle mancate entrate dovute alla situazione di crisi economica non toccherà le famiglie e i servizi sociali, non aumenterà l’Irpef e neanche la Tia grazie au un intervento sulla spesa corrente e le nuove entrate della tassa di soggiorno. Sono stati confermati minori trasferimenti da parte dello Stato centrale. Sono molto delusa da questa scelta, è vero che l’Irpef non è stata toccata, ma è altrettanto vero che ci ha pensato il Presidente della Regione Toscana ad aumentarla dallo 0,9 all’1,23 per far fronte alle spese della sanità e vorrei dire ai famosi “buchi” ormai incolmabili dovuti ad una mala gestione. Ma il Presidente Rossi, non è dello stesso partito del Sindaco Biagioli? Noi potevamo fare di più, ad esempio come ha fatto il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi che ha diminuito l’addizionale Irpef perché convinto che quella regionale fosse troppo alta. Il Sindaco Renzi si è accontentato di aumentare l’Ici sulla seconda casa. Mi sembra un’ottima scelta. Devo però fare una predica a tutti, un buon amministratore, visto l’aumento catastale, viste le difficoltà delle famiglie, considerato l’aumento di molte tasse in generale, poteva sacrificarsi per i propri cittadini e oltre che diminuire l’Irpef, abbassare l’Ici sulla prima casa di due punti. Il Governo centrale ha dato questa possibilità!!! E allora perché non è stata applicata? Ma questi signori, non vi vantano di essere di sinistra e di rappresentare i più deboli? Semplice, gli sprechi e tutte le opere faraoniche di questo Comune non lo permettono, abbiamo fatto investimenti che non solo ci costano come spese iniziali e quindi in conto capitale, ma anche come gestione come spese correnti. Il nuovo Comune, la Start , l’Art Design ecc, sono opere che continueranno a pagare tutti i cittadini, giustificate dall’amministrazione come miglioramento di alcuni servizi, ne valeva davvero la pena? Se questo Comune avesse amministrato più accuratamente le proprie risorse negli anni precedenti, oggi si sarebbe potuto ridurre l’Ici sulla prima casa e l’Irpef. Ma le risorse non ci sono, anzi, nei prossimi anni , reperirle sarà sempre più difficile. Sono arrabbiata, ogni amministratore cerca di fare cassa a causa dei propri errori, sulla pelle dei cittadini. Monti ripara ai danni degli altri, nessuno escluso, il Presidente Rossi ripara a quelli del suo partito e idem per il Sindaco di Calenzano. Ognuno di loro si prende la propria parte a discapito dei soliti noti, i cittadini! Per non parlare dell’aumento di circa il 25% dell’Imu sui fabbricati ad uso produttivo, se lo scorso anno, molte aziende erano già in crisi a causa della situazione economica, oggi credo che siano ormai in una situazione di futuro fallimento. Sono stata la prima a dire che tassare senza pensare alla crescita è un suicidio. Il Governo Monti appoggiato da Pd, Pdl, Udc e all’occorrenza dall’Idv ad oggi ha inserito nuove tasse, non ha tagliato gli sprechi e non ha investito sullo sviluppo. Io non credo che in questa situazione si possa continuare ad andare avanti. Sono confusa, oggi il Sindaco Biagioli lo vedo simile a Monti, la stessa politica fatta in Istituzioni diverse. Ecco perché non torna in piazza in mutande!!! Responsabilità? No, io lo chiamerei più fallimento della politica e dei partiti! Si dovrebbero tutti vergognare! E che nessuno venga a fare prediche perché se oggi il Pd fosse stato più bravo del Pdl, sarebbe stato al posto di Monti a governare.

giovedì 16 febbraio 2012

A Calenzano tutto è possibile!


Sul gruppo del Pdl di Calenzano, come su quello di altri comuni, si potrebbe veramente scrivere un libro, l’unica cosa che non si riuscirebbe a fare, è unirlo. Forse non lo è mai stato a causa di una partenza direi “burrascosa” e di una diversità tra i vari soggetti che ne fanno parte. Direi una storia iniziata male e finita peggio! Non sono mai stata accettata in questo gruppo perché  proposta in lista alle ultime elezioni amministrative da un ex Consigliere di Forza italia, Rosanna Fantini che non aveva un buon rapporto con i vecchi di An. Ma la storia è ormai vecchia e conosciuta ed è inutile riproporre alcuni discorsi che non servirebbero a niente. Una cosa è certa, questo Pdl non è mai stato unito! Ho cercato in questi anni di percorrere la mia strada, lavorando e guardandomi le spalle da chi ha sempre cercato in un modo o nell’altro di ostacolarmi. Ci sono stati mesi più tranquilli e altri più complicati ma alla fine abbiamo sempre trovato un punto d’incontro per il bene del partito. Devo dire che c’è stata anche una diversità d’impegno, senza entrare nei meriti o demeriti degli altri, dal primo giorno che ho deciso di occuparmi di politica, ho dedicato a questa la maggior parte del mio tempo libero. Ognuno di noi conosce i veri motivi per i quali si è avvicinato alla politica e cosa vorrà fare da grande, io posso dire che in questo mondo ci sono entrata per caso e in futuro mi piacerebbe fare nuove esperienze pur non abbandonando mai il paese che mi ha fin dall’inizio premiato dandomi la possibilità di essere eletta con tantissime preferenze. Proprio in virtù di questa mia intenzione, avevo comunicato al gruppo che avrei lavorato per appoggiarli e dargli il mio contributo ma non avrei accettato nuovi incarichi istituzionali e di partito sul territorio calenzanese. Nell’ultimo incontro avevamo deciso di organizzare un convegno sull’accesso al credito e la crisi delle piccole e medie imprese, sinceramente non erano emersi problemi di altro genere, anzi, mai come in questi ultimi mesi avevamo  avuto una capacità di sintesi così brillante. Verrebbe da dire la quiete prima della tempesta! In un momento così difficile per il paese, per la politica e soprattutto per il nostro partito dovevamo essere più responsabili, su questo non ci sono dubbi! Sembra quasi che nell’aria di Calenzano ci qualcosa di strano, forse siamo vicini ad un cambiamento? Voglio ricordare che questa bella parola di “unità”, non esiste neanche nel Pd. Proprio in questi mesi, l’ex Vicesindaco e Assessore all’urbanistica si è dimesso, attaccando il partito e accusandolo di applicare poca democrazia, siamo sicuri che siano solo questi i veri motivi?  Detto questo siamo di fronte ad un periodo che vedrà numerosi cambiamenti dovuti ad una rivoluzione degli schemi a livello nazionale. Nelle ultime settimane Pd e Pdl stanno lavorando per la modifica della legge elettorale e voci di corridoio annunciano future alleanze inimmaginabili fino a pochi mesi fa. La politica è l’arte dell’impossibile, nei prossimi mesi potrebbe accadere di tutto. Tornando alla “banda” di Calenzano devo però fare per correttezza delle precisazioni. Che Rocco Di Leone non mi abbia mai amato, non è un segreto visto che non solo avevamo lottato per le candidature nel 2009, ma in questi anni sono emerse numerose differenze non di poco conto. L’impostazione del Di Leone è sempre stata di rigore, lui avrebbe voluto un partito “caserma” e l’unica ribelle sono sempre stata io. Sono stata accusata da loro di fare una politica diversa, di andare troppo sulla stampa, in radio e in tv. Un buon politico deve fare e comunicare. Forse questo concetto il gruppo di Calenzano non l’ha mai capito. Sul mio lavoro come Consigliere i numeri parlano da soli, basta andare a vedere quante interrogazioni, mozioni e ordini del giorno ho sviluppato in questi anni e quanti documenti hanno portato i quattro che se ne sono andati. I numeri a mio favore sono schiacciati. Avrò fatto bene o male il mio lavoro da Consigliere ma almeno ci ho messo tutto il mio impegno è ho dimostrato di fare e non di guardare come molti di loro e addirittura dopo, criticare. Questo è davvero troppo!  La situazione a mio avviso è più complicata di quello che ha fatto emergere la stampa, Rocco Di Leone è andato via a causa della mia protesta,  sarebbe curioso sapere i motivi per cui è stato spinto a candidarsi a Sindaco, non li ho mai capiti! Ma era consapevole quale partito andava a rappresentare? Secondo me lui poteva benissimo andare nel Pd, basta vedere le sue ultime votazioni in Consiglio Comunale a favore degli extracomunitari ma lì forse non sarebbe stato eletto, tantomeno candidato a Sindaco. Poi abbiamo l’uscita della Consigliera Simonetti  che ultimamente mi sembra si sia più impegnata in un’Associazione apolitica di Calenzano, ammesso che esista in questo paese, che in Consiglio Comunale. Forse anche lei si sta avvicinando al Pd? Per non parlare del Raspanti, lui è l’unico che ha detto pubblicamente su Fb quello che farà da grande, porterà avanti un partito neofascista. Mancava a Calenzano! In ultimo il mio amico Anzio, io lo chiamo il “pezzo d’antiquariato” della politica calenzanese, l’unico che mi ha difeso ma che oggi esce insieme agli altri perché deluso da tutti! Ognuno ha dato la sua giustificazione, più o meno valida o credibile, ma ancora a mio avviso i veri motivi non sono emersi. Mi giunge voce di una futura lista civica che vorrebbero portare avanti certi soggetti vicini alla politica, presenti in alcune Associazioni. Si parla di personaggi del Pd  “democratico” contro la Giunta Biagioli, che forse pensano di riacquistare la propria “verginità” facendo passare un po’ di tempo. Bene, mi sembra che il quadro politico futuro di Calenzano sia ben diverso da quello delle ultime amministrative e in futuro se ne vedranno delle belle! Ma non posso scordare l’ultimo vero lavoratore di questo partito, il coordinatore Massimo Simonetti che non si è mai visto in questi mesi ma che è spuntato dal cilindro come per magia in queste ultime settimane. Insieme agli altri, non proprio tutti,  a mia insaputa ha chiesto ripetutamente ai vertici del pdl la mia espulsione dal partito, minacciando di far uscire tutto il gruppo. Direi che come coordinatore è veramente bravo, ha fatto un bel lavoro, sa unire e fare politica sul territorio. Voglio fare i complimenti a chi lo ha nominato( Nicola Nascosti) e che ora si ritrova a dover risolvere questa difficile situazione. Direi che il quadro clinico e patologico è completo! Io credo che molti di questi soggetti che hanno fatto a me la morale per i miei gesti, dovrebbero prima di parlare e agire, farsi un bell’esame di coscienza! Sarò ribelle e rivoluzionaria, ma sono una persona corretta e non falsa e vergognosa come loro. So che il partito ha preso provvedimenti verso i dissidenti, a me non interessa, continuerò il mio lavoro anche senza di loro, non sarà facile ma lo farò per rispetto a tutti i miei elettori e a quelli del mio partito. Io non lascio la barca mentre sta affondando fregandomene dei passeggeri, un buon comandante prima salva loro e poi se stesso! Questa è coerenza, fedeltà e vero senso civico. Una nuova barca può sempre essere ricostruita, la fiducia persa è molto più difficile da riacquistare!