domenica 10 marzo 2013

Proposta per avere più sicurezza

In queste settimane si parla molto della mancanza di sicurezza sul nostro territorio. Sulla questione ho potuto notare un notevole impegno da parte del Prefetto che ha dichiarato che il fenomeno dei furti nelle abitazioni e' preoccupante e che cercherà di impegnarsi per garantire maggiori controlli, chiedendo un aiuto anche alle famiglie per organizzarsi con forme private di sicurezza. In uno Stato civile la sicurezza dei cittadini e' uno dei primi punti da difendere. Proprio per questo visto che si chiede un impegno da parte dei privati per incrementare la sorveglianza non garantita al 100% dallo Stato a causa dell'aumento dei fenomeno e della riduzione delle risorse, sarebbe auspicabile un impegno economico più concreto. Lo Stato potrebbe facilitare l'operazione attraverso degli incentivi sulla sicurezza per aiutare lo sviluppo privato dei sistemi di controllo. Se ogni famiglia avesse degli incentivi pubblici, oppure potesse detrarre un sistema di controllo dalle tasse, sarebbe incentivata ad agire privatamente. Anche l'acquisto di un cane da guardia ad esempio, dovrebbe rientrare in un progetto di detrazione fiscale. Ci sono delle razze specifiche che con il dovuto addestramento possono garantire più sicurezza all'interno delle abitazioni private. Oppure le famiglie in determinate zone periferiche interessate dal problema, potrebbero affidarsi a ditte di sorveglianza private.  Ovviamente l'argomento e' di competenza nazionale anche se può essere affrontato e discusso in ogni sede istituzionale. Proprio per questo, su questo argomento, aspettando il nuovo Governo nazionale, presenterò un ordine del giorno nel prossimo Consiglio Comunale.

Il caos

Un "caos", ecco la mia sintesi di queste elezioni politiche sul territorio in una sola parola. Era immaginabile. Le colpe sono di tutti i partiti che non hanno voluto o saputo rinnovarsi Se ci fosse stato Matteo Renzi alla guida del Pd, la situazione sarebbe stata diversa. Il Pdl paga sicuramente un debito più alto anche perché, lo dico da tempo, la nostra classe dirigente non e' sufficientemente presente. Non siamo stati fino ad oggi un partito ma un semplice comitato elettorale. Mi auguro che l'ennesima lezione sulla Piana sia utile per un'accurata riflessione. Molti dei nostri elettori sono rimasti a casa e una buona parte ha votato per Monti. Non credo che l'elettorato di centrodestra si faccia incantare da Beppe Grillo, almeno quello che fa parte dello "zoccolo duro" e comunque tutta l'area dei moderati.  Per quanto riguarda la Lega Nord, il risultato toscano conferma quello nazionale, purtroppo questo partito paga ancora alcuni scandali dello scorso anno, la Lega Nord e' passata da essere un movimento di protesta ad uno protestato. Per questo nostro alleato credo che la situazione sia diversa, i voti mancanti sono andati proprio a far crescere il M5S. Comunque sia se confrontiamo i dati del 2008 con quelli di oggi, a Calenzano, come in altri comuni toscani ben rappresentati, la Lega e' cresciuta e si può vantare di aver fatto una buona campagna elettorale con un programma serio e con proposte politiche interessanti, deve solo ripartire con quello spirito che ha contribuito all'inizio a farli crescere e a diventare un movimento essenziale per la vittoria di tutto il centrodestra. Si dovrà rinnovare proprio sfruttando le prossime amministrative. Per concludere credo che nonostante gli tsunami e le rimonte, tutti i partiti abbiano perso e non ottenuto quello che si erano prefissati. Anche Grillo ha perso perché i soliti volti sono sempre in Parlamento. Da queste elezioni non esce un vincitore sicuramente le colpe più grandi sono del Pd, aveva il Jolly in mano e non l'ha saputo giocare al momento giusto, vedremo nei prossimi mesi se saprà giocare la partita vincente o se continuerà a voler perdere. Di una cosa sono sicura, da ieri si e' conclusa la seconda Repubblica ma ancora non si e' aperta la terza.

mercoledì 6 marzo 2013

Più grillina dei grillini

Ormai tutti lo sanno, sono l'incubo di alcuni dirigenti del Pdl, una ribelle da sempre. Alcuni hanno difficoltà a salutarmi, altri mi hanno cancellato dalle loro amicizie su Fb, altri ancora mi pregano di rimanere perchè rendo vivo il partito ma purtroppo nessuno mi ascolta. Voglio essere chiara e concreta. In poche parole, "io l'avevo detto, la festa è finita, o cambieranno o presto andranno tutti a casa". Sono una donna prestata alla politica, un piccolo consigliere comunale, mi dedico al bene comune per passione, ora dico basta perchè non voglio pagare per le colpe e l'egoismo degli altri. Non ho votato Grillo, per alcune cose l'ho anche contestato, ad esempio per la scarsa democrazia del suo movimento e pur essendo consapevole dei suoi difetti, devo ammettere che ha ragione. Lui chiede quel che ripeto io da anni, un cambiamento della classe dirigente perché questa ha fallito. Chiede inoltre più sacrifici alla politica. Ha ragione! Anch’io nel programma del mio movimento (www.liberitalia.com) sono chiara sui tagli dei costi della politica. Certamente, non influiranno sui bilanci pubblici ma daranno un messaggio chiaro di cambiamento. E allora a partire dai Parlamentari per finire ai Consiglieri Regionali, dimezzamento dello stipendio, eliminazione dei finanziamenti ai partiti, dei vitalizi ma soprattutto una riforma elettorale seria che dia al popolo la possibilità di scegliere il proprio rappresentante. Mi disgustano le prediche del Pd, che predica bene e razzola male, attacca il Porcellum e poi permette di avere in Toscana il Cinghialum. La Regione Toscana è l’unica a non prevedere le preferenze per la scelta dei Consiglieri Regionali ad oggi nominati dai partiti. E allora cominciamo a dare dei veri segnali di cambiamento e smettiamola con i soliti discorsi inutili. Anche le Province vanno eliminate tutte, forse sono il male minore ma intanto diamo un segnale altrimenti, giustamente, alle prossime elezioni i partiti tradizionali saranno spazzati via e con loro anche noi piccoli eletti che non abbiamo nessuna responsabilità se non quella di essere sudditi. Io non lo sono e ho pagato spesso per le mie critiche pubbliche. Io non vorrei cambiare partito, ma vorrei cambiare il partito e renderlo più forte e vincente che mai! Non posso e no voglio far parte di un partito che sopravvive e non rappresenta più la vera opposizione a questo sistema della sinistra. Io voglio lottare per vincere e non per partecipare. Diteci cosa volete fare e non prendeteci più in giro. Io non ho paura di Grillo perché sono più ribelle di lui, potrei benissimo allearmi con lui perché condivido molte delle sue battaglie sicuramente quelle sulla Casta che io non rappresento!

domenica 3 marzo 2013

VOGLIO SFIDARE GRILLO

Fare ciò che ha fatto Grillo, mi scusino i Grillini e coloro che pur non essendolo, stravedono per il nuovo, non ci voleva poi molto. Chiunque ci sarebbe riuscito. Occorreva ovviamente solo essere “personaggio” ossia uno capace di attrarre persone ad ascoltarlo e questo, uno showman come Grillo lo sa fare. Non ci voleva molto perchè Grillo non è intenzionato a fare politica, il suo intento è proprio quello che nasce dai discorsi da osteria. “Scommettiamo che io sono capace di rompere tutto e di mandarli a casa?” Ecco, questa potrebbe esser stata la frase che ha dato inizio a tutto. Grillo non fa politica perchè la politica è un'altra cosa. Entrare in politica, oggi, vuol dire prendere atto delle cose che gli attuali partiti non fanno e tentare di farle. In realtà Grillo non parla di cose da fare. Parla di mandare a casa; di eliminare gli sprechi; tagliare i costi della Casta, far si' che i Parlamentari se ne tornino a casa ogni due legislature. Tutte cose banali. Io le ripeto da mesi (www.liberitalia.com). Semmai aggiunge ciò che c'è da NON fare, come eliminare la TAV e, cosa assai gradita a tutti anche se i partiti non possono ammetterlo apertamente, il NON euro. Ma gli italiani hanno bisogno di lavoro, di riduzione dei disoccupati, di riduzioni di tasse, di possibile calo dell'inflazione, di ripartenza dei consumi. Insomma hanno bisogno di cose concrete che possono influire sul loro stile e tenore di vita. Una rassicurazione di benessere futuro per i figli. Grillo, tutto questo non lo offre perchè non è nel suo programma. Non ci ha mai nemmeno pensato di risolvere i problemi tagliando i costi della Casta o riducendo gli sprechi (che è poi sempre un termine ed un'azione generica) perchè è utopia. Dire “basta con la crescita del debito pubblico” è pura demagogia. Mi piacerebbe offrire a Grillo il comando, che non vuole, del Governo a patto che, con qualunque arma, garantisca il decremento del debito pubblico. Cambierebbe discorso! Dunque, Grillo si è trovato probabilmente in un bar di un vicolo genovese e mentre beveva un bianchetto ha detto la famosa frase “io sarei capace, se mi ci metto a mandarli tutti a casa”. Poi ha iniziato a pensarci. La cosa lo ha solleticato ed ha messo il naso nel calderone. Non occorreva molta preparazione ne cultura per farlo. Vi sono due coalizioni che vanno per la maggiore. Assieme hanno un bacino del 70%, unitamente a qualche altro partitino. C'è dunque una potenzialità del 30% di persone che non votano, che votano scheda bianca, di indecisi. All'inizio della campagna poi, per molte ragioni, questo parco era molto più ampio. Tra questi ci sono i giovani che votano la prima volta; tutti gli sbandati nullafacenti, un pacchetto di insoddisfatti cronici e quelli che vengono definiti “gli innovativi” ovvero coloro che sono portati a votare qualunque cosa nuova si presenti, indipendentemente dalle idee. C'era dunque questo bacino pronto, offerto su un piatto e lui ci si è buttato. La personalità, la capacità di fare show; la capacità di catturare i giovani che, obiettivamente di politica ne masticano poca e pensano più a rompere gli schemi che non a capirli; la disponibilità di molti indecisi o delusi del loro solito partito hanno fatto il resto. Questa gente non lo ha votato perchè Grillo ha promesso loro di creare nuovi posti di lavoro; di far ripartire l'economia ecc, ecc,: Lo hanno votato solo perchè ha promesso di rompere tutto. Ma rompere non è costruire ne è garanzia che il dopo sia meglio del prima. L'armata di Grillo, che raccoglie tutta l'insoddisfazione trasversale del popolo, è la tipica armata che urla ma non fa. E che dopo aver ottenuto il risultato, sta a vedere come fare. Deve andare a scuola. E gli italiani sorridono di questo come fosse una cosa bella. Dovremmo oggi farci guidare da chi non sa neppure cosa o come fare. Ci sono due cose tranquillizzanti in tutto questo. Gli italiani premiano chi porta novità; chi li fa sorridere e chi promette di punire i cattivi. Ma gli italiani hanno buona memoria e da un giorno all'altro, non da un mese all'altro, capiscono subito se hanno fatto bene o no e sanno far retromarce incredibili. La seconda è che Grillo sta scherzando. La politica non gli interessa. Dice una cosa e poco dopo, l'opposto solo per destabilizzare. Il suo intento è far governare gli altri (cosa che accadrà) stando all'opposizione senza nemmeno farla. Certo, sarà un bel match con Bersani che dopo aver dato contro a Berlusconi, se si alleasse perderebbe la faccia non avendo avuto, come l'avversario, la volontà di allungare la mano per il bene nazionale. Grillo dice: “Noi voteremo quelle leggi che sono in linea con il nostro pensiero”. Che vuol dire? Vuol dire che non farà nulla per migliorare qualcosa per gli altri; dirà solo si se una legge piacerà a lui. Quindi accetterà ciò che fa comodo, lasciando agli altri il compito di governare. Ma lo fa perchè sa bene che le altre due coalizioni possono fare benissimo a meno di lui se si alleano, ed è quello che lui vuole spingere a fare per togliersi la castagna del Governo di torno e proseguire la protesta. Qualcuno lo ha già fatto in passato ed è finita molto male.
In verita' la maggiorparte degli italiani che hanno votato Grillo, lo hanno fatto per disperazione, per protesta contro tutti quei vecchi politici che ormai non hanno piu' niente da raccontare. D'Alema, Bersani, Cicchitto, Berlusconi, Di Pietro, Fini, Casini, Bonaiuti, Bindi, Finocchiaro, la lista potrebbe continuare per ore. Io l'avevo detto alcuni mesi fa, "se i partiti non si rinnoveranno, moriranno!". La malattia e' ormai cronica e l'unica medicina e' una rivoluzione politica seria. Renzi ci aveva provato, nel Pdl invece nessuno e' riuscito ad imporsi per delle primarie serie. Anche perche' ho sentito dire dai miei che le primarie sono uno strumento della sinistra. Bene, troviamone uno di destra. L'importante e' trovarlo velocemente. Io sono una donna libera, non andro' mai in un partito dove non esiste democrazia. Per questo non condivido il progetto di Grillo. Io apprezzo la sua volonta' di cambiare questo sistema. Devo pero' ricordare all'amico Beppe, che non si puo' rivoluzionare un sistema dopo che questo ti ha fatto miliardario. Se non fosse stato per la DC, Grillo a quest'ora, sarebbe povero e sconosciuto. Ricordatevi che rivoluzionari si nasce, non si diventa!!!
Non me ne voglia Beppe per il mio scetticismo, del resto lo sono stata anche nel 94 con Berlusconi. Sara' anche questo l'inizio di un grande amore? Da donna liberale come mi ritengo di essere, sara' difficile che io possa far parte di un movimento come questo. Eventualmente potrei essere disponibile ad un'alleanza!!! Ho conosciuto tanti rivoluzionari nella mia vita, una volta arrivati al potere, sono diventati peggio degli altri, la nostra vera crisi non e' politica, ma dell'intera societa'. Questo e' il vero dramma che ancora la maggiorparte degli italiani, purtroppo non ha compreso. Le rivoluzioni si fanno in piazza e non in Parlamento, Grillo era partito bene ma se e' arrivato a quel palazzo, evidentemente ha gia' fatto degli accordi, vedremo molto presto quali saranno. Io invece sono in quel consiglio comunale, non ho mai fatto accordi, mi dedico alla politica per passione e sulla politica, ho un programma simile a quello di Grillo. Adesso posso dire io ai suoi se non avranno il coraggio di prendersi le proprie responsabilita' "tutti a casa!", anche i grillini!

sabato 2 febbraio 2013

SFIDERO' BEPPE GRILLO

Grillo chieda scusa, non può generalizzare, in tutti i partiti come quello che rappresento, ci sono bravissime persone, coordinatori, consiglieri, amministratori. Non si può permettere un comico di offendere persone che ogni giorno gratuitamente fanno politica sul territorio perché hanno passione e credono in degli ideali. Tutte persone incensurate e non professioniste della politica. Qualcuno definisce "mela marcia" chi come me fa politica in un Comune per spirito di servizio? Si dovrebbe vergognare e sciacquare la bocca prima di dire simili eresie. Non sa cosa dice! Queste persone sono tutte incensurate, lui non mi risulta visto il suo passato. Se in questo paese c'e' una mela marcia che si permette di fare le prediche agli altri, quello e' proprio lui che invece che un partito democratico, ha creato una setta di tifosi. Chi non la pensa come lui "fuori dai coglioni". Vergogna!!! Lo sfido a venirmi a fare certe dichiarazioni in faccia, non ho certamente paura perché tra i due quella incensurata sono io. Quando torna a Firenze per la campagna elettorale? Bene, io ci sarò e lo inviterò a guardarmi in faccia e a ripetere certe sue affermazioni. Non ho certamente paura di lui, sono più onesta io di molti personaggi che ormai gli girano intorno. Qualcuno mi può aiutare a fargli sapere della mia sfida? Mi sono messa in mutande davanti a tutti in un consiglio comunale contro la riforma delle pensioni, non ho certamente paura di un dittatore maschilista come lui. Caro Beppe, ti aspetto con ansia!!! Altrimenti ti verro' a cercare!!! Non avrai per caso paura di un Consigliere Comunale con il punto "G" più sensibile degli altri?

mercoledì 16 gennaio 2013

Cerchi lavoro?

In Italia i centri per l'impiego intermediano poco, esattamente come altrettanto poco intermediano le agenzie per il lavoro, in quanto in Italia e' troppo incentivato l'uso di gestire le assunzioni tra amici e parenti.
Sarebbe forse utile non pensare a rischiose privatizzazioni ma a strumenti che inducano le aziende ad avvalersi dei canali ufficiali per la ricerca dei lavoratori, in questo modo il mercato del lavoro, risulterebbe davvero più democratico e dunque a mio avviso più efficiente
Uno slogan che e' sempre più di moda e' quello della privatizzazione dei servizi per l'impiego. Ricordo infatti che gli uffici di collocamento non esistono più dal 1987 (legge 56). Nel 2000 muore definitivamente il concetto di collocamento con l'eliminazione di tutte le liste di collocamento, escluse quelle delle categorie protette legge 68/99 che tutt'ora esiste e nascono gli attuali centri dell'impiego. In sintesi i servizi per l'impiego nel settore pubblico, negli ultimi venti anni, hanno subito una profonda trasformazione.
Legge 223/91: le aziende possono assumere senza accedere attraverso le graduatorie delle liste di collocamento
Legge 59/97 "la bassanini", e il successivo Dlgs 467/97, delega delle funzioni e i compiti riguardanti il collocamento dei lavoratori e delle politiche attive del lavoro agli enti locali, anche nell'organizzazione delle attività di orientamento.
L'attività di mediazione tra domanda ed offerta di lavoro può essere svolta dalle agenzie per il lavoro.
Legge n. 196/97 (c.d. Pacchetto Treu), sono istituite le agenzie di mediazione di manodopera.
Dlgs 181/2000 integrato dal Dlgs 297/2002: decadono tutte le liste di collocamento, e' introdotto il termine di "colloquio di orientamento"
D.M. 276/2003 tradotto nella legge 30 "Legge Biagi", diventano operative le attività e i servizi delle "agenzie per il lavoro" di supporto al mercato e di supporto alla ricollocazione professionale.
Dl 251: potenziare i servizi per l'impiego al fine di collegare e coordinare l'erogazione delle prestazioni di disoccupazione e percorsi di formazione e inserimento lavorativo, in coordinamento con gli enti previdenziali preposti all'erogazione dei relativi sussidi e benefici.
Oggi negli attuali centri per l'impiego, si viene accolti con molta gentilezza, si parla di analisi dei bisogni, bilancio di competenze, progetto professionale, ricerca attiva, percorsi d'orientamento, ma non si parla di "vero" lavoro e quindi questi uffici risultano per molti motivi inefficienti ed inutili.
Lo scorso anno sono stati scritti ben due articoli piuttosto diffusi sul tema che mi hanno dato alcuni spunti interessanti. I due interventi sono stati di Giampiero Galli su il Sole 24 " Il rilancio parte dal lavoro", l'altro approfondimento e' di Francesco Giubileo su la Voce "La via inglese del collocamento". Il primo propone la soluzione del potenziamento dell'investimento di risorse pubbliche, per rafforzare i servizi pubblici.
Opposta invece l'idea di Galli, pur avendo rilevato l'incomparabile limitatezza delle risorse pubbliche italiane, afferma che per quanti sforzi si possono fare per rendere efficienti gli uffici del lavoro e coordinarli con l'Inps, e' difficile immaginare che sia il settore pubblico a risolvere il problema. Il collocamento infatti come ho già detto e' stato per anni ed anni, il simbolo dell'inefficienza dello Stato, capace solo di produrre grandi file. Finche' con il d.lgs 469/1996, il legislatore decise, nell'ambito del processo di decentramento delle funzioni amministrative dello Stato agli enti locali, di non affidare direttamente il collocamento alle regioni, che a loro volta tra il 1999 e il 2000, lo assegnarono alle province. Dunque, dopo centinaia di anni di gestione statale inefficiente, si e' preteso che le province disponendo delle limitatissime risorse, trasformassero gli uffici del lavoro, in qualcosa di diverso. E' vero che in questi anni non sono certamente mancate le risorse del Fondo sociale europeo e dello Stato, ma sono stati flussi di sola spesa corrente, non destinabili ad investimenti prolungati, le province non hanno potuto investire in nuovo personale per rinnovare l'inefficiente sistema perché nel frattempo il patto di stabilita' ha fermato ogni buona volontà. L'idea e lo scopo da raggiungere era quello di avvicinarsi al modello sella Danimarca. In Danimarca infatti, ogni impiegato dell'ufficio di collocamento si deve occupare di 17 persone in cerca di lavoro. In Italia invece ogni dipendente ha la responsabilità di circa 150 persone. Un confronto impietoso. In Italia poi abbiamo numerosi problemi legati al lavoro, voglio ricordare ad esempio lo strumento degli ammortizzatori sociali. Questo infatti nato con l'intento di temporanea assistenza ai lavoratori di aziende in crisi, e' diventato nel tempo una pre-disoccupazione vera e propria, con un sistema che non incentiva il ritorno al lavoro e la riqualificazione lavorativa. Il paradosso in Italia e' che più di 500.000 persone sono sostenute senza nulla in cambio, dall'altra parte ci sono più di 300.000 posti scoperti nel settore artigianale che farebbe buon uso di risorse umane ed economiche. Evidentemente il sistema creato negli ultimi 20 anni non sta dando buoni frutti. Eppure l'unico problema sponsorizzato per i vari sindacati, e' quello dell'articolo 18. Mi sembra che i problemi siano altri.
E' anche giusto ricordare che ai sensi dell'articolo 1, comma 1 della Costituzione "L'Italia e' una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Il lavoro dunque e' un diritto fondamentale del cittadino italiano che deve essere garantito dallo Stato e gli altri enti che con esso concorrono a costituire la Repubblica. Essendo un diritto, le prestazioni ad esso connesse non possono che essere rese dal pubblico, finanziate dalla fiscalità generale. Il privato deve poter intervenire secondo il (trattato UE), non e' consentito un monopolio pubblicistico dei servizi per il lavoro.
Negli ultimi mesi ho fatto una piccola ricerca sul territorio, le agenzie interinali, nate come funghi in autunno, sono sempre più criticate. Ultimamente propongono lavori poco interessanti, porta a porta, contratti nei centri commerciali per i weekend e comunque non si capisce quali siano i loro criteri di valutazione e meritocrazia nella seleione del personale. Molte persone che si sono rivolte a loro dichiarano di non essere mai state chiamate nonostante avessero i requisiti richiesti. Molto spesso queste agenzie sono gestite da multinazionali. Dall'altra parte ci sono i vari centri per l'impiego che ormai hanno, come ho già detto, un unico scopo di formazione e orientamento. E' evidente che l'unico modo che hanno i lavoratori in cerca di un impiego e' quello della conoscenza, parentela oppure porta a porta o internet. Le conseguenze sono evidenti, chi cerca personale si rivolge agli amici, parenti o direttamente ai propri lavoratori già impiegati nell'azienda, oppure contatta un'agenzia interinale. La prima soluzione e' la preferita. Negli ultimi mesi, facendo un tour per le varie aziende del mio territorio, alcuni imprenditori mi hanno effettivamente confermato questa situazione. Loro stessi mi hanno confessato di avere problemi con le agenzie interinali e di preferire una gestione pubblica efficiente. Ad esempio, potrebbe essere lo stesso comune a fare da mediatore tra le aziende e i propri cittadini che cercano lavoro. Per assurdo ci potrebbero essere nel solito paese datori di lavoro in cerca di personale e disoccupati che non riescono a trovarlo a volte anche per pigrizia o per mancanza di coraggio o carattere. So di tornare indietro, ma sono più che convinta che le assunzioni dovrebbero passare per i vari centri dell'impiego pubblici, magari anche finanziati da privati. Intorno a questo argomento c'e' un silenzio assordante. Eppure basta pubblicizzare sui vari social network il problema e subito non mancano messaggi di protesta, ad esempio:
"le agenzie interinali? Una vergogna. Chi paga il guadagno delle agenzie interinali? Facile...il lavoratore! Le agenzie che fanno da intermediari tra il disoccupato e l'azienda che ha bisogno di un lavoratore, il guadagno dell'agenzia sta nella differenza tra il corrispettivo orario pagato dall'azienda alle agenzie e il corrispettivo orario pagato dall'agenzia al disoccupato.
Ricordo che le agenzie interinali sono state legalizzate da un governo di centrosinistra l'art. 1 del pacchetto Treu, l'attuale Presidente della Camera era Fausto Bertinotti.
L'intermediazione in Italia e' vietata, solo questa e' un'eccezione. Le solite buffonate all'italiana.
C'è poco lavoro ma le agenzie interinali nascono come funghi, le aziende assumono per convenienza persone per periodi limitati con molteplici convenienze economiche e ciò che resta e' per l'agenzia, il resto, briciole al povero operaio....han creato un meccanismo infernale". Dopo questi commenti ricordo che le agenzie interinali non guadagnano sulla busta paga del lavoratore, ma sarà il datore di lavoro a fornire alla società una determinata percentuale aggiuntiva in base agli accordi sottoscritti. Ad esempio, se un determinato lavoro e' retribuito con dieci euro l'ora, l'agenzia chiederà all'azienda per il suo iscritto undici euro, guadagnando così un euro. Mi chiedo, chi vigila su tutto questo? Siamo sicuri che dietro non ci sia un meccanismo di caporalato autorizzato dallo Stato? Continuerò questa mia battaglia che porterò all'attenzione della politica locale e nazionale, chiudo questa mia analisi con una frase presa proprio da un amico di Fb che sull'argomento mi ha scritto " L'intermediazione di manodopera e' vietata ma non l'intermediazione del lavoro.....che razza di legge e' questa?".

mercoledì 2 gennaio 2013

LA PAGHERANNO MOLTO CARA...

Sono arrabbiata, delusa, disposta a tutto pur di far sentire il mio grido di disperazione. Lo ammetto, non sono mai stata una donna di partito, tutt'altro, una ribelle senza regole. Di questo mio modo di essere ne sono orgogliosa. Sono una rivoluzionaria, questo mi ha portato ad essere una persona amata dagli "scontenti" e odiata dai "servi" di partito. Ho sempre incoraggiato il cambiamento, non a caso mi sono schierata a favore di Renzi e l'ho aiutato nelle primarie. Dio mio che delusione anche lui...spero che non si offenda, un grande rivoluzionario lo e' sempre non a mesi alterni, mi sarei aspettata una reazione diversa. Lui aveva ed ha ancora i numeri per creare un suo movimento, preferisce aspettare e questo lo penalizzerà, diventerà uno come tanti, che attende il momento giusto. Per fare la rivoluzione tutti i momenti sono buoni!!! Questo che stiamo vivendo e' proprio favorevole. Sono stanca, ho criticato Monti un anno fa, ed oggi lo trovo il meno peggio dell'offerta politica presente a livello nazionale.Vorrei dare l'ultima possibilita' a Berlusconi perché sono una donna fedele a certe idee ma per ora ho visto solo grandi slogan e nessun cambiamento. Ci volevano le primarie per selezionare il candidato alla Presidenza del Consiglio di centrodestra? Può essere, ma organizzate bene. Non siamo riusciti a farle. Ci volevano delle primarie per selezionare i futuri Parlamentari presenti nelle liste del Pdl? Può essere, non siamo riusciti a farle. Insomma, qualcuno si chiedera', cosa abbiamo fatto per cambiare il partito e migliorarlo? Assolutamente niente!!! Almeno fino ad ora! Sono contraria alle primarie ma in mancanza di una riforma elettorale sarebbe stato l'unico modo per mettere in lista dei nomi selezionati dal basso, dagli elettori e non dai dirigenti di partito. Io sarei stata una di quelle persone che si sarebbe messa in gioco e invece, e' sempre la solita storia! Ma ormai e' tardi! Ogni giorno decine di persone mi chiedono cosa dovranno votare, per ora non rispondo. Aspetto di vedere i nomi presenti nelle famose liste che lo stesso Berlusconi promette di rivoluzionare. E' l'ultima possibilità  che darò al Presidente, se i nomi saranno quelli presenti fino ad oggi e non ci sarà la famosa rivoluzione promessa, faro' una guerra senza precedenti ma soprattutto una campagna elettorale intensa, giorno e notte dicendo a chi mi segue, di votare nuovi partiti o ancora meglio votare il partito dell'astensionismo, quello sarà veramente composto da facce nuove e pulite!!! Il futuro del Pdl ora e' in mano ai dirigenti, a loro la scelta di cambiare seriamente per far crescere nuovamente il partito, oppure scomparire per sempre!!! Io faro' le mie scelte in base alle loro decisioni!!!